Dopo il marasma di esternazioni su "voto", "non voto", "voto nullo" dico anch’io la mia...
Io sono andata a votare, un po’ perché credo che sia un dovere civico, un po’ perché sono contraria all’uso e abuso dell’astensionismo nei passati referendum…
Vabuò ho votato, ok, ma sono fondamentalmente dispiaciuta di non essere né fascista né comunista perché solo appartenendo a una di queste due frange estreme avrei potuto dirmi “rappresentata” politicamente… via di Bertinotti o di Santanchè che sai cosa sono e sai cosa puoi aspettarti…
E invece ciccia, sto nel mezzo, tra quel marasma di coalizioni e micropartiti che, fondamentalmente, non ho mica capito cosa faranno del mio voto... è tutto un già visto, è vero, (checché ne dica Veltroni che di nuovo ha solo il nome) ed è soprattutto, qualcosa che non vorrei più vedere…
Il Popolo delle Libertà... dice che vuole intervenire e arginare gli sprechi della pubblica amministrazione (bene!), tagliare le elargizioni a fondo perduto senza una previa verifica dell’effettivo merito (magari!) però poi vorrebbe sputtanare miliardate di euro per lo stretto di Messina...
Il Partito democratico... parla di adeguare gli stipendi al costo della vita ma come ha intenzione di trovare i soldi per farlo mica lo dice… anche qui s’è parlato di tagli della spesa pubblica ma da cosa ha intenzione di partire, anche questo resta un mistero…
Io vorrei meno fuffa e più cose pratiche, anche magari più piccole, senza parlare per cifre da dozzine di zeri ma dire: io in questo specifico caso farei questo quello e quell’altro... e pianin pianino uno parte a fare le modifiche…
Perché tutti (anche le fresche leve del Pd - lol) sono da decenni invischiati con la politica e quello che è l’Italia ora, piena di disservizi, ignoranza, sprechi e una classe politica da far ribrezzo, lo si deve a loro, nessuno escluso… quindi al lato pratico, me lo dite da che cosa volete far partire i cambiamenti con cui vi beate di poter far rinascere la nazione?
Sennò uno và a sparar nel mucchio dei micropartiti sperando che lo “sentano” di più il senso civico proprio in virtù della loro piccolezza… ma anche qui: con chi si alleeranno? Perché alla fine potrebbero anche rivelarsi l’ago della bilancia quindi uno deve andarsi a vedere di chi è amico chi e da lì iniziare a perdersi con le astrazioni sulle possibili alleanze…
Insomma qua si vota il meno peggio… che poi non è neanche tanto vero visto che non c’è una vera alternativa... tutti parlano di voler correggere gli errori del passato senza però ammettere che quando questi errori/orrori sono stati messi in piedi… loro erano lì… e se anche era colpa del governo precedente al loro, quando poi i ruoli si sono invertiti nessuno ha fatto niente per modificare le schifezze per cui si era tanto indignato quando era minoranza...
Come posso, io, sperare in un cambiamento se neanche riescono a riconoscere questo?
Sono tutti troppo sopra le righe, la Santanchè come Veltroni, Bertinotti come Berlusconi… e a me fanno schifo tutti in egual misura, ma davvero eh, tutti a parimerito.
E non mi sento rappresentata da nessuno… a meno che non mi costringa a diventar comunista (pfff) o fascistona (ma anche no) così almeno avrei qualche chance in più di dare un senso d'esistere al mio voto...
La vera grande alternativa resta l’espatrio: italiani imparate le lingue!!!
Già la sigla iniziale lo dice chiaramente: di solito una donna vuole un uomo che sappia fare un mestiere ma se poi lui diventa sempre impegnato e noioso?... 
...e se anziché di un “lui” si trattasse di una “lei”? una ragazza che dopo il lavoro và sempre a letto da sola... una “lei” che non si dà mai il tempo nemmeno di guardare "lui"... tutto quello che può fare è dormire perché almeno nei suoi sogni vorrebbe incontrarlo...
È Matsukata Hiroto, 28 anni, editor di una rivista.
Ritiene il suo lavoro noioso, è stata sul punto di mollare un’infinità di volte e odia i novellini spocchiosi a cui deve sempre rifare il lavoro senza che questi gli riservino un briciolo di gratitudine.
La prima cosa che riesce a pensare, dopo aver letto un’e-mail del suo fidanzato in cui la avvisa che quella sera non riusciranno a vedersi perché è bloccato al lavoro, è ‘grazie a Dio’. È talmente distrutta ed è grata di questo inconveniente perché così potrà dormire: gli risponde con un striminzito messaggio in cui gli dice di fare del suo meglio... non se la sente di parlare... potrebbe battere qualsiasi record di tempo senza sesso ma... bah... non lo sa neanche lei che cosa vuole fare, che senso ha andare avanti così...
Il capo redattore è un uomo di 45 anni il cui massimo contributo sono commentini spesso sessualmente offensivi quindi il responsabile reale è Narita Kimio (39 anni), convinto che le ragazze, da giovani, hanno più energia dei ragazzi... almeno, ha sentito che è spesso così negli uffici. Per lui Matsukata è il tipo di persona che sale di corsa su un treno anche quando non và di fretta; una persona che quando sente la campanella di partenza inizia a correre come se fosse una sorta di riflesso condizionato... Narita invece non si mette mai a correre per raggiungere un treno in partenza. Lo lascia semplicemente andare. Così come gli piace osservare il modo in cui Matsukata porta a termine le sue cose...
Nagisa Mayu, 23 anni. Nutre una profonda stima per Matsukata, ed è lei che coglie sempre l’attimo della sua trasformazione in un 'superuomo' ed è sempre lei che le ha affibbiato l’appellativo di 'uomo al lavoro: ormai si riferisce sempre a Matsukata come se fosse un lui. Ma oltre alla stima prova anche un sottofondo di invidia: le proposte e gli articoli di Matsukata sono sempre ben accetti dalla direzione mentre lei non è mai riuscita a farsi notare... lo sa bene, anche Matsukata gliel'ha detto: quello che si vuole fare e quello che potrebbe essere approvato e voluto dai superiori sono cose totalmente differenti... così come non può fare soltanto ciò che vuole ma se non fa qualcosa che la diverte, come può dare il massimo di me stessa?...
Tanaka Kunio, 22 anni. È uno che non ha tanta voglia di ricontrollare i suoi articoli e il responsabile della redazione affida sempre le revisioni delle sue bozze a Matsukata.
È uno che non ci pensa nemmeno ad uscire la sera con i colleghi: gli basta e avanza vederli al lavoro, per il tempo libero ha ben altri progetti.
È uno che non perde mai occasione per lanciare frecciatine a Matsukata per sottolineare il fatto che per lei il lavoro viene sempre prima di tutto... e lei si è sempre ripromessa di non dare mai ascolto a quello che dice quel ragazzino spocchioso e ingrato, non gli interessa ciò che pensa però lo sa, ne è consapevolissima che rendere il lavoro la sua massima priorità non la rende migliore degli altri...
È uno a cui piace lavorare a ciò che vuole senza fretta... e Matsukata, quando vede gente come lui, non può fare a meno di farsi delle domande... lei lavora come un’ossessa per arrivare a formulare proposte che possano essere approvate e che possano interessare i lettori... ma forse è meglio non approfondire e smetterla di farsi domande, a lei sta bene così. Anzi...

Poi può capitare che sia spaventata, triste e vorrebbe che il suo fidanzato (altrettanto lavoratore) la raggiungesse a casa... se fosse una donna potrebbe piangere e lui la raggiungerebbe pur sapendo che non dormirebbe abbastanza e che l’indomani sarebbe stanchissimo per il suo viaggio di lavoro... ma lei non è soltanto una donna, non può piangere. Sta bene, è sufficiente che le compri un regalino dalla città in cui sarà domani...
In fondo stanno stabilendo il record di niente-sesso... e continua ad aumentare...
Il cavallo di battaglia di Tanaka è la consapevolezza che se dovesse morire pensando che tutto ciò che ha fatto nella sua vita era lavoro, sicuramente lo rimpiangerebbe.
Per Matsukata è vero. Probabilmente ha ragione, davvero. È assolutamente vero ma... lei vuole morire pensando “ho conlcluso qualcosa!”
E se c'erano dei dubbi, la sigla finale lo conferma: è una ragazza che non riesce a sorridere nemmeno nei suoi sogni. Lo considera una persona che non vale niente ma vuole continuare ad amarlo. Anche stanotte non riesce a dormire, pensando a lui, chiedendosi qual è la loro direzione.
Grida di gioia per me. Mostrati ostinato, mostarmi il viso macchiato di lacrime...
Considerami una persona che non vale niente ma amami lo stesso.
Io sfido chiunque a dirmi che sono di parte.
E' vero: io farei un'esegesi di qualsiasi tavola di qualsiasi fumetto di Moyoco-sama ma è che davvero ci trovo così tanto!
Simulare... stemperare le proprie fragilità dietro la facciata da superdonna (anzi, no, si sà che nell'ambiente lavorativo vige il maschilismo, quindi la facciata è da superuomo) al lavoro..
Ambire alla sensazione di completezza che ti dà l'esser riuscita a concludere qualcosa...
Ed essere talmente tesi e stanchi da avere il TERRORE che la persona che ami ti voglia vedere... perchè tu le vuoi bene però sei stanca, hai simulato tutto il giorno e adesso avresti solo voglia di andare in modalità stand-by... perchè anche con chi ami mantieni la facciata da persona indistruttibile... ed è una parte che ora non riusciresti proprio ad interpretare... hai sempre meno voglia di interpretarla... ma visto che nell'ambito lavorativo proprio non riusciresti a fare altrimenti, bypassi e lasci appassire l'ambito extra-lavorativo...
Io sarò di parte ma se questo è il primo episodio dell'anime... non oso immaginare il manga...
Io sto sbroccando pesantemente.
Il periodo così festoso dove anche gente che non ti caca di striscio da anni si riserva il diritto di mandare sms smielosi per augurarmi le meglio cose, di certo non mi aiuta a rimanere stabile - emotivamente parlando.
È che in un certo senso ho ripreso a farmi paura: ho un nervoso addosso... ho di nuovo quegli attacchi in cui mi viene una gran voglia di fare del male fisico a quel qualcuno lì che mi sta facendo imbestialire... davvero, ho voglia di essere (più) psicologicamente disturbata per riuscire a scagliarmi di peso contro qualcuno... che poi se fossi (più) psicologicamente disturbata magari mi giustificano pure...
Il fatto è che lo so da cosa dipende questo mio umore instabile... qualche anno fa ero così poi si è corsi ai ripari ma ora che ho mandato tutto a quel paese... insomma, non è vero che la chimica non serve, lo sto sperimentando sulla mia pelle, nella mia testa...
Poi più di tutto ho voglia di scappare.
È già da diversi anni che mi chiedo che cacchio ci sto a fare in Italia: mi fanno schifo gli italiani, sono così provinciali e ottusi... bigotti e ignoranti... e a nessuno gliene frega un cacchio di niente... poi già mi stupivo di quelle ragazzine che trovavano Di Caprio bello ma oggi ci sono italiane che hanno il coraggio di dire che Scamarcio è figo! Insomma un briciolo di oggettività...
Ecco, questo mi soffoca: l’oggettività non esiste più.
Il cinema italiano è merda.
La musica italiana è merda.
I fumetti che arrivano in Italia sono per lo più merda perché quelli che non lo sono non vendono un cavolo e, o vengono interrotti, o vengono portati a termine al triplo del prezzo di partenza, e comunque quell’autore lì o quel genere di storia lì te lo sogni che possa di nuovo essere pubblicato.
Idem per la musica straniera che qui và per la maggiore... i cantanti che piacciono a me manco vengono qui in tour... o lo fanno sempre meno...
Ma poi è la gente... mi fa schifo, veramente... quelli che poi si giudicano politicamente impegnati o culturalmente attivi sono quelli che credono che Beppe Grillo sia il verbo incarnato... ma guardatevi Report! Leggete di più e mandate a fanculo di meno...
O forse basterebbe spostarsi da questa regione del cavolo... mi fa un po’ ridere sentir parlare di comunismo da gente con l’Audi in garage, le Nike ai piedi e l’Acqua di Giò in bagno... i comunisti non dovrebbero vestire Prada, sapete?
L’Emilia fa schifo... Reggio era anche una città abbastanza “famosa” per la buona qualità di vita... c’era ricchezza, se davvero avevi bisogno di lavoro e non eri un coglione con chissà che pretese riuscivi a trovarlo perché tra negozi, ditte, studi professionali e banche le alternative c’erano...
Ora però il centro storico è appannaggio di meridionali ed extra comunitari o reggiani ultra ottuagenari e si vede, si vede lo scatafascio che incombe... a nessuno frega niente.
Abbiamo la viabilità peggio gestita della storia, abbiamo il record di assenteismo e malfunzionamento del pubblico impiego... e l’amministrazione pubblica pensa di investire miliardate di euro in ponti per un casello autostradale in cui transitano prevalentemente camion! Che turismo possiamo mai avere? Come si rientra con quei soldi? Oltretutto hanno strapagato un architetto che nelle altre nazioni è stato querelato per la pessima qualità strutturale delle sue 'vele'... epperò qua hanno indetto il concorso per chi scatta la foto più bella ai ponti (che di notte, illuminati fanno anche la loro porca figura) quindi cuor contento che il ciel ti aiuta..
Fino a qualche anno fa pensavo che avrei dovuto trasferirmi in una città più grande ma ora mi son resa conto che la provincialità è italiana, punto.
E io vorrei essere più borderline e avere il coraggio di lasciarmi alle spalle la mia famiglia e prendere l’aereo per Londra già domattina. Il top rimane
Io sono a dei livelli di insofferenza che mai avevo raggiunto prima d’ora...
Il posto in cui vivo adesso non ha più nulla da offrirmi... non riesco nemmeno a trovare i regali di Natale che avevo deciso di fare!!!
E poi in libreria più che Baricco e la Rowling è difficile trovare... chiedere al commesso di fare la ricerca con il codice isbn sembra che stai parlando saturniano e quando ti consigliano di rivolgerti ad internet per certi libri poco comuni... entrano in gioco le poste italiane che ti smarriscono pacchi da 300 euro di valore! Chiamiamoli i call center... andiamo agli uffici reclamo... facciamolo in Italia e facciamolo all’estero... rendiamoci conto un attimo di come si sta al mondo... non abbiamo manco più la dignità... i napoletani annegano nell’immondizia e la genialata che partoriscono è quella di dar fuoco ai cassonetti...
I carcerati si annoiano e allora gli mettono Sky... ma mandarli a tirar su il pattume campano, no? Ben vengano le moratorie contro la pena di morte, però ripristiniamo i lavori forzati. Quando c’è la certezza della colpa io pretendo la certezza della pena. Punto. Grazia, indulti e sconti di pena un cazzo: tu mi ammazzi il padre, mi violenti la sorella e mi sfregi il figlio? A me non me ne frega niente se ti penti, potevi pensarci prima perché basta uno “scusa” quando mi pesti un piede non quando mi uccidi la madre. Ti ammali, ti dispiace allora niente galera? E allora al sig. Giuppino che gli viene un tumore e non ha mai ucciso nessuno? minimo-minimo un premio in denaro! invece a Giuppino non gli danno manco l'indennità quando non può andare al lavoro quindi te la tua pena te la sconti TUTTA.
E tutti gli italiani a pensare che se và male è colpa di Berlusconi... io non lo so, ma è da quando faccio le medie che sento dire dagli adulti che i politici hanno troppi soldi... e le macchine blu... e non pagano gli aerei... e le ferrovie italiane fanno schifo... e le poste sono un puttanaio... che forse lo dicevano anche da prima ma io ho iniziato a dar retta a ste cose dopo i 10/11 anni...
E cos’è cambiato da allora? Che le cifre sono decuplicate...
E che il massimo sforzo delle persone grondanti senso civico è stato inneggiare a Beppe Grillo l’8 settembre 2007... uh, utile... e allora io ripenso a quando in Francia volevano fare una modifica ai contratti nazionali che avrebbero minato la situazione lavorativa dei giovani e cos’è successo? Nessun mitomane, nessun isterismo... ma TUTTI, studenti, lavoratori giovani e lavoratori vecchi, tutti a far manifestazione in piazza... e scioperi... e il governo quella legge lì non ha potuto approvarla...
Non so, io penso che se uno le cose vuole cambiarle... può cambiarle... si possono cambiare...
A me hanno rotto le palle quelli che si lamentano e frignano e poi magari anche a loro le poste hanno perso qualcosa però non si sono mai manco degnati di andare a fare un reclamo... "tanto non serve a niente"... è vero, non serve a niente, però se TUTTI iniziassero a dir sù TUTTE le volte che c’è un disservizio... due, tre persone che ti scampanellano alla porta le puoi anche ignorare ma se sono duecento/trecento persone che ti iniziano a rompere le scatole magari inizi a prestare attenzione...
Uh lo sapevo che le feste natalizie mi fanno male...
Per fortuna la nonna e la zia paterne le rivedo soltanto tra un anno... anzi no, mi sembra di aver capito che mio cugino a giugno si sposa quindi sticazzi me li ribecco prima...
Bah, allora la vera fortuna è che domani lavoro così ho meno tempo per litigare e diventare così piccata e apocalittica
Un saluto FESTOSO a tutti! 
E quando si decollerà io riuscirò a ricambiare il sorriso..
Andare via... anche solo quattro giorni... che ne dici della Spagna?
Baciandoci ciecamente...
Cerco di far filtrare dai tuoi minimi movimenti un barlume di verità... odio perdere
Ma sì, quattro giorni in Spagna... fumosa... misteriosa... imprevedibile...
...è che tu sei il mio pezzo mancante...
...troppo dolce... inutile... perfetto... ma altrove...
Sono nauseata dal sentirmelo chiedere in continuazione... tanto non lo volevo comunque...
(lo sapevi che sono infantile... )
...e allora canto, canto da buttarmi via la gola
non è un segreto orribile, lo sai, è soltanto un segreto
(baciandoti via il respiro)
Avrei preferito che tu andassi a letto con lei... magari dopo avresti odiato te stesso anzichè me...
Ti volevo bugiardo... almeno avresti odiato te stesso tanto quanto odi me...
Dopo tutto cos'è quello di cui ora sento la mancanza?...era qualcosa che prima non mi mancava affatto...
Ho succhiato bugie su bugie, bugie preziose ma pur sempre bugie...
...e non ho mai avuto la forza di sputarle fuori..
Avrei dovuto inghiottirle molto tempo fa...
Kristin Hersh singing her throat away - Download Spain
Ed è un periodo così.
Mesi in cui sento di aver così tanto da dire ma nessuno a cui poter parlare.
Ingorghi di parole - pensieri intasati e nessuna istruzione su come dipanarli
Mi basterebbe poco, un minuscolo spiraglio
Allentare i nodi giusto un goccio - quel tanto che basta per riuscire ad arrivare a un’estremità del filo e poi tirare, tirare finché non si smuove qualcosa
E scrivere
Sono piena di immagini per la testa
Sto farcendo ogni angolo dei documenti che ho tra le mani con schizzi a matita
Ai margini ci sono le bozze di quello che vorrei poter disegnare - vivo accantonando tutto ai margini
E frasi sparse, frammenti di frasi che vorrei trovare il tempo di elaborare un po’
Peccato aver sprecato l’opportunità di pubblicare qualcosa... la rivista esce ancora ma dubito di aver fatto una buona impressione
Peccato che le occasioni migliori mi si fossero presentate nel momento in cui non avevo idee
Peccato che le persone con cui avrei potuto instaurare un bel dialogo le ho trovate in un periodo in cui non avevo abbastanza testa per dar loro la dovuta attenzione... e per quanto possa sembrare stupido da dire, mi riferisco anche a persone che ho scoperto qui… ma non sto a far nomi perché mi sembrerebbe una sviolinata inopportuna, tanto i diretti interessati lo sanno - niente atti osceni in luogo pubblico
Troppa poca musica
Troppi pochi stimoli
Ma mi sto riappropriando dei miei angoli - ne ho bisogno.
Voglio esserci per la mia famiglia ma ho anche bisogno di esserci per ME
Vorrei riuscire ad esserci per tutti… com’è che fanno le altre persone a lavorare, uscire la sera, aiutare in casa, coltivare rapporti reali e magari ritagliarsi qualche momento per trastullarsi col virtuale?
Io mi perdo…
È che sono persa da così tanto che un po’ mi sono stufata di questo mio vagare
Mettere a fuoco - non più sguardi vaghi
Prendere coscienza del tempo che passa - basta divagare
È un periodo così…
Ma questo “periodo così” dura da decisamente troppo tempo
Concretizzare i miei buoni propositi
Intanto però… girello un po' su ebay
Le belle speranze le attuo domani… sìssì

È che io sotto certi aspetti ci credo ai “segni”...
Qualcosa di predestinato... quelle sensazioni...
A Firenze, Tori era mia... era sotto la pelle, la mia pelle...
Che poi io già lo sapevo che Tori Amos dal vivo è un’esperienza di cui mica riesci a pentirti, un impatto emotivo che può essere smaltito solo con uno stato di trance post concerto di almeno un paio d’ore.
Ma io mi conosco: so di essere rigidona e pessimista e facile allo scazzo... e so che io gli ostacoli non li so affrontare ma mi metto in una predisposizione d’animo tale da crearmeli da me, questi ostacoli.
Fare affidamento sui ritardi dei treni perché io uscire di casa in orario non so neanche cosa voglia dire. L’autista del tram che non era di Firenze e non aveva idea di qual’era la fermata più vicina al teatro. E poi correre per le vie del centro, senza mappe e cartine perché io non ho senso dell’orientamento ma non sono neanche brava ad organizzare le trasferte...
Uno che già propende alla negatività fa presto ad aspettarsi le peggio cose...
E poi arrivare per miracolo lì in mezzo alla ressa... quasi quattro ore di attesa con in mano la penna per l’autografo... e il timore di avere le mani sudate e schifarla quando lei l’avrebbe presa in mano, quella penna...
E ripetersi mentalmente quelle quattro frasi imparate a memoria, quel ringraziamento speciale da rivolgerle nel caso ne avessi avuto la possibilità... il timore di dimenticare qualche articolo e ripetere mentalmente fino all’imbecillità - al diavolo la spontaneità, mai fidarsi del mio inglese
E poi eccola... brividi...
Di una disponibilità disarmante... baci, abbracci, saluti e chiacchiere per chiunque... io mica me la aspettavo così! E infatti ero talmente imbambolata che quando era lì davanti a me ho perso l’attimo e si fa presto ad essere spintonati dalla gente...
E lei che mi prende per mano e mi avvicina a lei... mi sorride e mi chiede come mi sta andando
E io che la guardo con le labbra che tremano, le frasi imparate a memoria che non ne vogliono sapere di uscire, la mia mano destra stretta nella sua mano sinistra mentre con l’altra mi dà dei buffetti sul braccio... e penso che l’abbia capito che ero sotto shock, o forse pensava fossi una catatonica in piena crisi... mi ha preso il libro e il booklet, due dediche e due autografi, un sorriso, una foto e via... e io zitta con le lacrime agli occhi...
Pensavo che quello sarebbe stato l’apice.
Dopo le mille discussioni, i confronti e i pareri pessimistici uno era pronto a qualcosa di mediocre, anzi, di assolutamente deludente perché Tori può, Tori DEVE dare di più di quello che sta dando negli ultimi anni.
E invece...
Ok, all’inizio quando l’ho vista entrare travestita da Isabel già mi ero espressa con un classico “ovvio, io e la mia fortuna”, ovvio che doveva interpretare il personaggio che meno avrei voluto, quella con le canzoni che meno mi piacciono...
E ok, all’inizio c’erano quei problemi tecnici... lei era distratta e il cantato non era al massimo, ma mentre suoni, ti atteggi, canti, ammicchi e cerchi di far segnali verso il backstage ci può anche stare che non ne risulti un’esibizione ai massimi vertici come ci si aspetterebbe da lei... sennò ficcatele una scopa nel deretano e chiedetele pure di pulire il teatro.
Ma dopo il cambio d’abito ed entra lei... ecco, per chi avesse avuto dubbi, per chi - come me - credeva (temeva) che la vera Tori Amos fosse sparita... beh non s’è potuto far altro che ricredersi... ed è stata lei la prima a dircelo con quell’intermezzo divertente e divertito in cui l’ha detto a chiare lettere che per quanti errori possa aver fatto, lei stupida non lo è affatto...
Ed era lei... l’ho vista suonare, e suonare davvero... divertendosi... senza pose plastiche o forzature... e la voce, mio Dio, quella Winter... lo so, è stato solo un caso, ma cazzo mi ha fatto proprio Winter? cantata così sofferta, con quelle variazioni al piano...
E poi Space Dog con quella intro in stile 2001 che adoro... e Lust e Precious Things e Sneeze!!! ...Doughnut Song... per non parlare di Cornflake Girl, Take to the sky e Code Red che mai avrei sperato di sentire live...
Se avessi potuto scegliere io la setlist della serata dubito che avrei osato chiedere tanto... sarà stata poi l’emozione di averla lì a pochi passi, le luci, l’atmosfera, che ne so, fatto sta che pure le canzoni dell’ultimo album che non mi piacevano beh... cacchio, mi rimangio tutto...
Ma io non lo so più com’era... perché per più di metà del concerto ho pianto.
All’inizio avevo il magone perché avevo paura di non riuscire a lasciarmi andare, di non riuscire a godermela, di essere ancora troppo presa da tutto il resto... e avevo paura che neanche Tori sarebbe più riuscita a farmi vibrare come un tempo...
E invece non avrebbe potuto essere più perfetto di così... e piangere di sollievo perché ancora riesco ad emozionarmi... e commuovermi per essere in grado di ritagliarmi un angolino tutto per me... egoisticamente, riuscire a sbattersene dei problemi e respirare a pieni polmoni...
Sì, sono infantile - ma non è una novità.
Sì, probabilmente sono solo una ragazza troppo cresciuta per idolatrare un’artista però quando durante gli encore ero lì, con le braccia incrociate sul palco e lei che sorrideva... sì, io un po’ ci credo al destino. E sì, quando ho capito che stava accennando a Spring Haze e ho messo le mani al viso dallo stupore a me, quel sorriso, sembrava lo facesse a me.
Tori non è ancora morta, si sarà un po’ persa, ha compiuto scelte discutibili però... io adesso come adesso le perdono tutto.
E Tori è riuscita a scuotermi, a scrollarmi... mi ha dimostrato che neanche io sono ancora morta.
E chissenefrega se Cooling l’ha suonata a Roma...
E pazienza che non mi abbia risparmiato Big Wheel.
E non me ne può fregar di meno se quel tutino in lamé la faceva sembrare un insaccato di paillettes.

Il grosso rimpianto di non essere riuscita a ringraziarla rimane...
E l’enorme rimpianto di non averla potuta seguire per tutte le date, beh, questo non mi passerà mai... fanculo alle cause di forza maggiore.
Fatto sta che, indifferentemente dai gusti musicali altrui, indipendentemente dal talento di chiunque altro... per me Tori è inarrivabile, stop.
I really want to thank you for all the emotions you give me.
You can’t imagine how much you’re meant for me.
Could I take a picture with you?
Sarà per la prossima volta...
Non è che c’è un motivo... semplicemente è un periodo in cui mi sembra di non avere niente da dire... e questo mi capita con chiunque... e mi dispiace, è una sensazione che mi sta scomoda...
Ma forse è solo mancanza di voglia...
Anzi, probabilmente è noia, sono annoiata, punto. Non provo nient’altro, almeno, qualsiasi altra sensazione è come ottenebrata dalla stanchezza.
Mi annoio di me che scrivo, di me che parlo, di me che scrivo e parlo senza averne l’intenzione...
Mi annoio di te che magari fingi di darmi retta ma in realtà non mi ascolti.
Mi annoio di tutte queste persone che parlano ininterrottamente senza dire niente di nuovo, tutta aria già trita e ritrita, le stesse cose... le solite cazzate bollite contornate da salsine diverse ma gira che ti rigira è tutto già sentito, non c’è niente di nuovo... eppure tutti parlano, parlano e sanno fare solo quello, parole senza significato, parlare per sentito dire, parlare perché è così che fanno tutti e quindi chiunque si sente in dovere di parlare... la chiamano libertà d’espressione... a me sembra più che altro uno sproloquio generalizzato.
Mi annoio di queste consuetudini, di queste situazioni già viste... è come sfogliare le foto degli anni in cui non c’erano soldi per i vestiti chic e ad ogni ricorrenza era lo stesso abito che veniva riesumato dall’armadio... la festa cambiava ma il vestito era lo stesso... ritaglio la sagoma dalla fotografia e posso spostarmi ovunque nell’asse del tempo: basta far presenza no? non c’è pensiero, non c’è sentimento, c’è solo apparenza.
E io sono annoiata da questi rapporti inutili...
Sono stanca del fatto che sia sufficiente far presenza... annoiata da questa vita al ribasso in cui basta sputare quattro congiuntivi e due avverbi per far la parte degli intelligenti.
E mi annoia ancora di più questo vivere in branco, una massa di banderuole al vento, basta poco per stimare qualcuno, troppo poco per fare i castelli per aria... ed è noioso, è tutto noioso.
Mi annoia stare a sentire queste cose, mi annoia viverle, mi annoia parlarne... per quanto uno possa ricamarci su, per quanto ci si sforzi di abbellire il racconto alla fine è solo sabbia: dischiudi le labbra e uscirà fuori tutta, piano piano scivola via finchè non rimane niente... è di questo che si tratta: parole che sono solo apparenza ma zero sostanza, se ci si soffermasse un po’ a usare davvero il cervello allora è facile rendersi conto che si sta sprecando tempo e fiato per niente
C’è troppa polvere che si sta sedimentando su persone e sensazioni che credevo essere importanti... ma ora mi sono diventati indigesti, mi sembra tutto così... pesante... e tutta questa polvere non fa che aumentare il peso dei ricordi, il peso dei gesti, il peso delle parole... vorrei poter ripartire da zero, un foglio bianco, ma prima devo riuscire a girare questa pagina che però non riesco più a sollevare, pesa troppo, e io sono talmente stanca e annoiata che non riesco manco a trovare la forza per girarla... e non è una scusa, davvero sono stanca.
Annoiata.
In questo caso non è solo mancanza di voglia, è proprio noia.
E questa sensazione di non aver più niente da dire mi fa male...
O forse a farmi male è la sensazione di non aver più persone a cui valga la pena comunicare qualcosa... tanto basta limitarsi alle ovvietà e per loro si è già avuta una comunicazione, uno scambio che ha arricchito entrambi...
Ma io sono stanca di limitarmi alle stronzate... sono stanca di accontentarmi, stanca di fingermi soddisfatta... e stanca da te, che non ti accorgi che faccio solo finta di accontentarmi, stanca di te che non hai bisogno di qualcosa di più, che ti basta questo e che sei felice così.
Eppure al momento mi sembra di non avere proprio niente da dire.
Allora forse è colpa mia, non potrà partire da me la svolta, mi lascio trascinare dal tedio piuttosto che spezzare l'ennesimo rapporto... zitta, continuerò a fingere, sono troppo annoiata per inventarmi qualcosa di più.
Ma se anche taccio, non ho nemmeno voglia di approfittare del mio silenzio per ascoltare gli altri: non penso ne varrebbe la pena, almeno non con “gli altri” con cui sono in contatto adesso.
Mi sto annoiando.
Ma mi stanca essere così stanca.
Dovrei ragionare in termini di imperativi e presenti e abolire l'uso del condizionale.
Vorrei smetterla di essere così dipendente dagli altri... il modo in cui qualcuno mi considera non dovrebbe avere la meglio su come mi considero io, o almeno potrei cominciare a fare una graduatoria: le persone che non stimo dovrebbero avere meno voce in capitolo di me... perchè in fondo ce l'ho una testa senza dover ricorrere alla loro...
E invece ogni addio è come morire un po'... io non li tollero gli addii, sono una sconfitta inaccettabile e preferisco star lì e insistere per elemosinare briciole di un rapporto che sarebbe meglio troncare... e non mi piaccio, perchè questa non sono io... o non vorrei essere io... perchè io così non mi piaccio neanche un po'...
Ma forse ha ragione chi mi dice che la mia è solo una posizione di comodo: mi sono creata tutti questi ostacoli per giustificare la mia passività... io volevo essere così e ora mi sono costruita motivazioni e giustificazioni che mi costringono ad essere così...
Vorrei trovare la forza di scardinare questa situazione... vorrei riuscire a ragionare in termini di imperativi e presenti e abolire l'uso del condizionale...
Ma non posso aspettare che siano gli altri a darmela, questa forza, devo trovarla in me...
...perchè ogni volta che inizio a dipendere da qualcuno, poi quel qualcuno mi lascia indietro e io, anzichè continuare da quei pochi progressi che posso aver fatto, precipito e mi ritrovo a un punto ancora peggiore rispetto a quello di partenza... perchè è così che va: la gente si stanca, i sentimenti cambiano, gli altri se ne sbattono perchè "per sempre" vale solo per il cellulare, di quello sì che non se ne può fare a meno, ma una persona... no, una persona ti può piacere solo per qualche tempo, non di più: è la prassi.
Solo che in me c'è qualcosa di anomalo a livello genetico, presumo, perchè una persona che mi piace, beh mi continua a piacere... perchè prima che qualcuno mi piaccia, prima che io riesca a stimare qualcuno e ad affezionarmi passa un sacco di tempo e devo avere miriadi di perchè e percome... e dopo tutti questi presupposti io non lo so perchè dovrei poi cambiare idea...così, per prassi... a me proprio non mi viene sta cosa...
"Basta con sto rispetto, l'importante è che qualcuno ti piaccia"... lui me lo diceva sempre, in continuazione, e io proprio non riuscivo a capire come possano essere separati i due concetti: in un'amicizia, in un rapporto di qualsiasi natura, prima che ci possa essere affetto deve esserci stima e va da sè che una persona che stimo e amo, beh, io la rispetto... e mi auguro che chi dice di stimarmi e volermi bene mi rispetti a sua volta perchè altrimenti cos'è? una frase detta mentre si era ubriachi?
Ubriaca di voglia di sentirsi importante...
...pur di piacere a qualcuno magari c'è chi spara frasi d'effetto e io cretina che do fiducia... ancora non riesco a capacitarmi di quanto le persone si mettano in bocca parole "pesanti" senza però aver la minima idea della loro portata, fregandosene altamente della loro portata...
é che non mi piace più nessuno
e soprattutto non mi piaccio io
e finchè io non mi piaccio, gli altri non li voglio nemmeno vedere
perchè se poi qualcuno inizia a piacermi io non voglio che questo qualcuno abbia a che fare con me, perchè se mi piace io spero che lui abbia a che fare solo con persone che valgono
finchè non mi piaccio, non può piacermi nessuno
finchè non mi piaccio, non posso piacere a nessuno
ma finchè non piaccio a nessuno, riuscirei a imparare a volermi bene?
e se...
ma vaffanculo, và.